Trulli e grotte

Premesso che poche regioni italiane possono vantare un così alto numero di eccellenze naturali, storiche, religiose, architettoniche, antropologiche e gastronomiche come la Puglia, risulta arduo sceglierne una in particolare ma, volendo azzardare, si potrebbe dire che la regione geografica a sud, sud-ovest di Bari rappresenta un giusto mix delle caratteristiche prima evidenziate.
Itinerario nr. 2 trulli e Grotte
Un itinerario teso a scoprirlo non potrebbe che iniziare proprio da Bari, nota in tutto il mondo per essere la città di San Nicola, Santo taumaturgico, “ponte” tra le Chiese di Oriente e Occidente, le cui reliquie furono traslate da un gruppo di marinai baresi nel 1087 da Mira, in Turchia. A seguito della traslazione iniziò un percorso di grande sviluppo economico della città di Bari, divenuta per i secoli successivi meta di centinaia di migliaia di fedeli che ancora oggi vi affluiscono. Bari si caratterizza innanzitutto per la sua Città Vecchia (abitatissima come pochi altri borghi antichi e ricca, oltre che della Basilica del Santo Patrono e della Cattedrale, di fulgidi esempi di romanico, di una copiosa serie di di Chiese interessantissime), per la zona umbertina (cosiddetta per la ricca collezione di palazzi di quell’epoca di una bellezza mozzafiato, con il teatro Petruzzelli, uno tra i più belli al mondo di recente riaperto e visitabile con visite guidate previa prenotazione), e infine per la zona commerciale più moderna con le griffes più note presenti al gran completo.
Uscendo dalla città in direzione sud per il lungomare Di Crollalanza, non si può rinunciare a una sosta a Polignano a mare, probabilmente il più affascinante di una serie di paesi di pescatori, per le sue viste a strapiombo su un mare verde e profumato come solo il mare degli scogli riesce a esserlo.
Da Polignano ci si interna in direzione della panoramica Conversano,  con dolce salita fra ciliegi, con un prezioso nucleo medievale (Castello, Duomo, Monastero di San Benedetto – importante in età normanna – e relativa chiesa).
Pochi chilometri e si arriva a Castellana Grotte, una tra le mete imperdibili per la presenza del complesso speleologico più grande e spettacolare d’Italia grazie alle stalattiti e stalagmiti davvero suggestive.
La statale dei trulli, in paesaggio da fiaba, conduce poi ad Alberobello, non a caso patrimonio Unesco, dove i trulli, prima in ordine sparso nelle campagne attraversate, dominano incontrastati, soprattutto nel centro storico, con il loro bianco accecante e le peculiari cupole a forma di cono rovesciato e costituiti di lastre sottili ad anelli concentrici e terminanti con pinnacoli multiformi.
Si esce in direzione della Selva di Fasano e attraverso il canale di Pirro, (anche se prima di arrivarci, avendo tempo, una sosta meriterebbe la contrada San Marco, più in alto, per godere della sua aria finissima), si ridiscende verso il mare e precisamente in direzione di Savelletri, delizioso borgo di pescatori, ma prima imperdibile è la visita all’insediamento rupestre di Lama d’Antico per l’idea che riesce a dare al visitatore di come si svolgeva ed era organizzata la vita di un villaggio dall’età preistorica fino all’inizio dell’era moderna.
Da Savelletri, procedendo per la litoranea in direzione sud si prosegue con la visita del parco archelogico di Egnazia che, con la sua acropoli protesa sul mare, la necropoli e la restante area degli scavi (davvero emozionante anche per la presenza di un ben conservato tratto della via Appia Traiana) decifra secoli di storia dei Peuceti e dei Messapi anche grazie a un riuscitissimo, soprattutto dal punto di vista didattico, museo da poco completato. Continuando sulla litoranea sempre verso sud si passa per la Forcatella, frequentatissima dagli amanti dei ricci di mare, che qui sono particolarmente saporiti e apprezzati anche dagli stranieri.
Dopo Torre Canne si consiglia fortemente un’escursione guidata (info@parcodunecostiere.org) del Parco Naturale Regionale delle Dune Costiere istituito nel 2006 grazie a finanziamenti della Comunità Europea che ne ha riconosciuto l’eccezionale importanza per la salvaguardia delle specie migratorie che transitano sull’Adriatico. L’area è attraversata dal fiume Morelli che pur essendo lungo  soltanto 800 metri merita tale appellativo perchè alimentato da acque risorgive che lo rigenerano di continuo  costituendo un’area umida di importante valore per le specie rare che vi si riproducono e vi sostano durante le migrazioni in uno scenario irripetibile di dune costiere e di macchia mediterranea (ginepro, lentisco e olivastro soprattutto) con splendide fioriture di orchidea e giglio di mare. Tramite la citata organizzazione sono possibili anche visite guidate alle antiche masserie dove si produce olio ottenuto dai secolari, a volte millenari ulivi, vere e proprie sculture naturali, che dominano il panorama tra la costa e i centri collinari. In queste masserie, spesso, è possibile visitare i frantoi ipogei. La visita dei panoramici centri storici di  Ostuni (Duomo bellissimo), Cisternino ( necessaria una sosta gastronomica in una delle numerosissime bracerie dove si gusta la famosa “bombetta”) e la barocca Martina Franca completano l’itinerario in Valle d’Itria.
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