Mete ed eventi di turismo religioso in Provincia di Foggia

La Capitanata è una terra sacra per eccellenza, ricca di manifestazioni religiose che si ripetono sin dall’antichità. Numerosi i riti, le feste e le tradizioni che sopravvivono in ogni comune. A San Marco in Lamis, ad esempio, di grande rilevanza è la processione del Venerdì Santo. A San Severo due processioni, quella dell’Addolorata e quella del Cristo flagellato si incontrano nella piazza principale del paese. Altre suggestive processioni si tengono a Roseto Valfortore, a San Ferdinando di Puglia e a Troia. In provincia di Foggia le feste in onore dei Santi patroni sono numerose. Quella di San Giorgio a Vieste è caratterizzata da un Palio a cavallo  che si tiene sulla spiaggia e dalla Sagra della frittata, rituale che risale all’epoca bizantina. A Foggia si festeggia invece la miracolosa Iconavetere o Madonna dei Sette Veli. L’icona, risalente all’XI secolo, ha la particolarità di essere nascosta alla vista dei fedeli perché celata da veli e da una riza d’argento: si svela ai devoti solo in occasione di calamità. La Capitanata, inoltre, costituisce un serbatoio ricchissimo di ex voto, testimonianza della fede popolare, elargiti ai Santi e alla Madonna per grazia ricevuta: si ricordano le raccolte presso i Santuari di San Michele Arcangelo a Monte Sant’Angelo, di San Matteo a San Marco in Lamis, della Madonna della Libera a Rodi Garganico, della Madonna della Fontana a Torremaggiore, della Madonna di Loreto a Peschici.

Il  Santuario di San Michele Arcangelo a Monte Sant’Angelo rappresenta una tappa fondamentale del pellegrinaggio cristiano ai Luoghi Santi. Il suo culto si sviluppa a partire da tre leggendarie apparizioni tra il 490-492 d.C. Da quel momento, schiere di pellegrini si recarono devotamente alla sacra grotta. L’asse viario privilegiato, noto anche come Via Sacra Langobardorum, dopo San Severo raggiungeva il Gargano attraverso le valli di Stignano e dello Starale, per poi proseguire verso San Giovanni Rotondo e, quindi, Monte Sant’Angelo. Da sud si raggiungeva invece percorrendo l’Appia Traiana per poi inerpicarsi all’altezza di Siponto. Lungo questi itinerari si trovano i santuari con annessi ospizi di San Leonardo in Lama Volara, Santa Maria di Stignano e San Matteo presso San Marco in Lamis. San Michele viene festeggiato a maggio e settembre, in coincidenza con la semina e il raccolto. I pellegrini raggiungono il santuario organizzati in compagnie contraddistinte da un vessillo e da una croce ornata di fiori. Celebre è la compagnia di San Marco in Lamis che segue, salmodiando e cantando dall’alba al tramonto, un tragitto di 35 chilometri.